DOMINIO DI SE’

“Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi, rinnovando la vostra mente.” (Romani 12, 2)

[estratto: Testo, Spiritualità trinitaria. Il riflesso del mistero di Dio nella vita cristiana secondo Giovanni Paolo II…]

Il dominio di sé, anche frutto dello Spirito Santo nell’uomo nuovo, conduce a vivere una obbedienza perfetta al Signore. “Si osservano infatti i comandamenti del Signore non misurandoci direttamente con essi, ma accogliendo il dono di Dio, lo Spirito, grazie al quale diventa reale ed attuato ciò che con le forze umane non si può operare”. 

Lo strumento per il compimento della volontà di Dio è l’umanità di ogni uomo, lo Spirito Santo la rende umanità docile, sottomessa a Lui e Lui la guida secondo i disegni di Dio, in tutto, in ogni cosa, sempre. Con lo Spirito Santo che guida e muove, l’uomo nuovo rimane sempre nella volontà del Signore. Questo è il dominio che è frutto dello Spirito Santo.

Niente che non è secondo la volontà di Dio si compie, e tutto ciò che è nella volontà di Dio si vive, si realizza, si attua.

Nel dominio di sé l’umanità è tolta al regno del peccato, anche quello veniale, è posta nel regno della grazia, della verità, della giustizia, della santità.

Bisogna fare molta attenzione a non confondere il dominio di sé con la volontà dell’uomo che decide e fa ciò che gli sembra buono.

Il dominio di sé non si vive nell’immanenza, si vive nella trascendenza, cioè nella volontà di Dio e nella sua giustizia perfetta. Fuori della volontà di Dio non c’è dominio di sé che è frutto dello Spirito Santo.

Perciò, è lo Spirito la nuova legge dell’uomo nuovo, è lo Spirito di Cristo la novità e l’amore cui è chiamato ogni uomo.

«Lo Spirito è alla radice della libertà cristiana, che è rimozione del giogo del peccato. Lo dice chiaramente l’Apostolo Paolo; “La legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Rm 8,2)».

È lo Spirito la guida dell’uomo, è Lui l’unica Legge, non altri. È la sua mozione, la sua ispirazione, la sua guida, la sua illuminazione, la sua saggezza e la sua intelligenza che deve sempre spingere ogni “uomo nuovo” verso Dio e verso i fratelli.

«Concludiamo questa nostra contemplazione della Trinità nella Pentecoste con un’invocazione della liturgia d’Oriente: “Venite, popoli, adoriamo la Divinità in tre persone: il Padre nel Figlio con lo Spirito Santo. Perché il Padre da tutta l’eternità genera un Figlio coeterno e regnante con Lui, e lo Spirito Santo è nel Padre, glorificato col Figlio, potenza unica, unica sostanza, unica divinità… Trinità Santa, gloria a te!” (Vespri della Pentecoste)».

 

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