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Festa di San Josemaría

La comunità parrocchiale ha vissuto un intenso momento di fede e di comunione in occasione della festa di San Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, celebrata presso il Santuario.

La Santa Messa è stata presieduta da S.E. Mons. Serafino Parisi, Vescovo di Lamezia Terme, e concelebrata da don Alfonso Guijarro Garcia, sacerdote della Prelatura dell’Opus Dei, da don Marco Mastroianni e da don Francesco Benvenuto.

La celebrazione ha visto la partecipazione di numerosi fedeli e la presenza di autorità civili e militari. Tra le autorità civili erano presenti i Sindaci dei Comuni di Gizzeria, Serrastretta e Feroleto Antico. Hanno preso parte alla cerimonia anche rappresentanze delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate: il Comando dei Carabinieri di Lamezia Terme, la Stazione dei Carabinieri di Pianopoli, il Comando di Polizia e il 2° Reggimento AVES “Sirio”.

Un momento particolarmente significativo si è vissuto all’inizio della celebrazione, quando don Alfonso Guijarro Garcia ha consegnato la reliquia del Sangue di San Josemaría nelle mani del Sindaco del Comune di Feroleto Antico, territorio nel quale è collocato il Santuario. Il Sindaco ha quindi deposto la reliquia nell’apposita teca, dove resterà custodita in modo permanente, quale segno di devozione e di memoria spirituale per tutta la comunità.

Nell’omelia, Mons. Serafino Parisi ha posto al centro della riflessione l’importanza del “ministero” del laicato, tema profondamente legato anche allo spirito dell’Opus Dei e alla testimonianza di San Josemaría.

Il Vescovo ha richiamato la necessità di riscoprire il ruolo dei laici nella vita della Chiesa e del mondo. Il laico non è un semplice destinatario dell’azione pastorale, né uno spettatore della vita ecclesiale, ma un battezzato chiamato a vivere in pienezza la propria vocazione cristiana dentro la storia, nelle realtà ordinarie della vita quotidiana.

In questa prospettiva, il “ministero” del laicato non va inteso soltanto come un servizio svolto all’interno degli ambienti ecclesiali, ma come una vera e propria responsabilità cristiana vissuta nel mondo: nella famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella società, nella politica, nelle istituzioni, nella cultura e in ogni ambiente in cui l’uomo è chiamato a operare.

È proprio qui che emerge con forza l’attualità del messaggio di San Josemaría: la santità non è riservata a pochi, ma è una chiamata universale. Ogni cristiano è invitato a cercare Dio nelle occupazioni ordinarie, trasformando il lavoro, le relazioni, gli impegni familiari e sociali in occasione di incontro con il Signore e di servizio ai fratelli.

Il Vescovo ha sottolineato come questa consapevolezza sia oggi particolarmente necessaria. La Chiesa ha bisogno di laici maturi, corresponsabili, capaci di portare il Vangelo nei luoghi concreti della vita. La testimonianza cristiana non si esaurisce nella partecipazione alla liturgia, pur essendo questa fonte e culmine della vita di fede, ma continua nel quotidiano, nelle scelte, nello stile di vita, nella capacità di costruire relazioni giuste, solidali e aperte al bene comune.

Questo tema, richiamato anche nei recenti lavori del Consiglio Permanente della CEI, invita tutta la comunità ecclesiale a guardare con rinnovata attenzione alla vocazione dei laici. Essi sono chiamati a essere presenza viva della Chiesa nel mondo, segno concreto di una fede che illumina la vita e che diventa responsabilità, servizio e testimonianza.

Alla luce dello spirito dell’Opus Dei, l’omelia ha dunque ricordato che ogni ambiente umano può diventare luogo di santificazione. La vita ordinaria, se vissuta con fede, diventa spazio in cui Dio chiama, accompagna e opera. La famiglia, il lavoro, le istituzioni e la società non sono realtà lontane dal Vangelo, ma luoghi nei quali il cristiano è chiamato a rendere visibile la presenza di Cristo.

La presenza della reliquia del Sangue di San Josemaría, ora custodita stabilmente nel Santuario, rappresenta per la comunità un dono prezioso e un invito permanente alla preghiera, alla fedeltà e alla testimonianza cristiana.

Essa richiama tutti a vivere la fede non come qualcosa di separato dalla vita, ma come forza capace di orientare ogni scelta, ogni responsabilità e ogni servizio. In questo senso, la festa di San Josemaría è stata non solo una celebrazione liturgica, ma anche un’occasione per rinnovare l’impegno di ciascuno a vivere il Vangelo nella concretezza della propria quotidianità.

La cerimonia si è conclusa con i saluti e gli auguri rivolti alla comunità da parte del Vescovo, Mons. Serafino Parisi, e di don Alfonso Guijarro Garcia, in un clima di gratitudine, comunione e fraternità.

Al termine della celebrazione si sono svolte le foto di rito con i sacerdoti, le autorità civili e militari e i rappresentanti delle istituzioni presenti, a memoria di una giornata significativa per il cammino spirituale della comunità.

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