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Lectio Divina del Vescovo Serafino Parisi nella VII Domenica della Parola

In occasione della Domenica della Parola di Dio, la comunità diocesana ha vissuto un momento di profonda riflessione e preghiera attraverso la Lectio Divina guidata dal nostro Vescovo, Mons. Serafino Parisi. Un appuntamento che si è configurato come un vero cammino di ascolto e discernimento, capace di andare oltre la dimensione emotiva per toccare il cuore autentico della vita cristiana.

Il Vescovo Parisi ha subito chiarito come la vita di fede non possa fondarsi su sentimenti passeggeri, ma su scelte mature e responsabili. La carità, ha ricordato, non è un moto emotivo, ma una forza che unisce tutto e apre alla pace, rendendo possibile una comunione reale sia nella vita personale sia in quella comunitaria.

Nel suo insegnamento, il Vescovo ha poi offerto una profonda rilettura biblica del cuore, inteso non come sede dei sentimenti, ma come luogo delle decisioni, delle scelte concrete e del fare quotidiano. È nel cuore che l’uomo orienta la propria vita ed è lì che la Parola di Dio desidera stabilirsi. Da questa consapevolezza nasce l’invito paolino, più volte richiamato: «E rendete grazie!», segno di una fede che riconosce l’agire di Dio e si affida con fiducia alla sua presenza.

Richiamando la Lettera ai Romani (Rm 10,17) — «La fede viene dall’ascolto» — Mons. Serafino Parisi ha sottolineato come la fede nasca dall’incontro con una Parola concreta e incarnata, la Parola “fisica” di Gesù Cristo. Non un’idea astratta, ma una presenza viva che interpella e chiede una risposta personale e comunitaria.

Il Vescovo ha quindi approfondito il significato dell’“abitare” la Parola: abitare stabilmente, farne casa nella comunità, diventando segno di quella tenda posta in mezzo a noi, memoria della presenza fedele di Dio che cammina con il suo popolo. È la Parola di Cristo che porta Cristo stesso, che trasmette il suo stile, il suo amore e la sua pace.

Quando la Parola vive in abbondanza, ha evidenziato Mons. Parisi, essa diventa feconda e generativa: crea linguaggio, educa alle relazioni, apre alla comprensione reciproca. Da qui l’esortazione dell’Apostolo: «Istruitevi e ammonitevi a vicenda», intesa come impegno a formare l’intelligenza critica, a correggere e orientare il cuore, a guidare la condotta secondo il Vangelo.

La sapienza del credente, ha concluso il Vescovo, non nasce dall’improvvisazione, ma si recupera solo nella familiarità quotidiana con la Parola di Dio. Parola, abitare, abbondanza e cuore diventano così le coordinate essenziali di un cammino di fede autentico.

La Lectio Divina si è infine chiusa con un monito forte e attuale: senza una vera familiarità con la Parola, restiamo senza parole. Incapaci di interpretare la vita, di leggere la realtà, di testimoniare la speranza. Solo una comunità che si lascia abitare dalla Parola di Cristo può diventare davvero casa, luogo di pace e spazio di comunione viva.

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