Riflessione sul Vangelo della I Domenica di Quaresima

La Quaresima è il tempo in cui protagonista è lo Spirito del Risorto, Egli muove a conversione i cuori e le menti degli uomini, ma diventa anche il tempo nel quale la Chiesa propone ai credenti l’assiduo ascolto della Parola. Lo Spirito Santo, unico e vero esegeta della Parola, è il Solo che può rivelare in questo tempo forte dell’anno liturgico la volontà del Padre Celeste e del Figlio sulla Chiesa. Infatti, il brano del Vangelo proposto in questa prima domenica di Quaresima, tratto dal capitolo IV del Vangelo di Matteo, presenta lo Spirito Santo come il catechista per eccellenza che annunzia le verità principali del mistero di Cristo. All’inizio di questo brano si ha un’espressione: «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo», questo significa che Cristo anche nella sua umanità non agisce mai da solo ma sempre in sintonia con lo Spirito, la sua esistenza è immersa in Lui. Lo Spirito Santo lo sostiene nella lotta contro le tentazioni che il diavolo gli muove contro.   

Le tre tentazioni di Gesù mostrano tre campi sui quali satana attira l’uomo per debellarlo: la materia, per la quale anche l’uomo meno lontano da Dio spesso si degrada; il pane indica la necessità più irrinunciabile per l’uomo, che tuttavia non deve mai essere preferito a Dio. «Chi non rinuncia persino alla propria vita, non può essere mio discepolo».

La seconda tentazione riguarda la Parola di Dio: la tentazione di essere padroni e non servi di essa, interpretandola e adattandola ai nostri bisogni.

La terza tentazione riguarda la Fede: chi adora satana anziché Dio, pecca contro la fede. Le tentazioni – dunque – avrebbero la pretesa di spingere Gesù verso un falso messianismo fatto di autonomia e di indipendenza nei confronti del Padre e del Suo stesso progetto. Esse sono per Gesù il tentativo di sostituire Sé stesso al Padre, o forse meglio di strumentalizzarlo a proprio piacere. Gesù moltiplicherà più tardi i pani, ma ciò avverrà per gli altri e solo dopo aver pregato e invocato il Padre (cf. Mt 14,19; 15,36). Gesù sarà sì glorioso… ma solo dopo aver subito l’umiliazione della croce e la disfatta della morte.

Ma le tentazioni non appartengono solo alla storia di Gesù, dietro questa pericope evangelica dobbiamo anche vedere una comunità che è continuamente sollecitata da tentazioni diaboliche e che guardando il suo Maestro può dire «no» a tutto ciò che distoglie dal progetto di Dio.

Dunque, la tentazione di Gesù è la tentazione della Chiesa: tentazione sottile perché non chiede di scegliere tra Dio e il potere, tra Dio e la ricchezza, tra Dio e altri dei, ma indica nel potere, nella ricchezza e negli idoli di ogni giorno cose che non si oppongono per nulla a Dio, ma che, anzi, possono essere usati quasi a sua gloria! È questa la tentazione peggiore, sempre attuale, infida e presente nella vita della Chiesa e del cristiano di oggi.

È la tentazione non di fare esplicitamente a meno di Dio, ma di ridurre Dio a fare ciò che l’uomo desidera: camuffare falsa religione, falsa adorazione, falsa fame di bisogni umani da sostituire con pretesa di amore per Dio e per il prossimo. Dio ne resta fuori e l’uomo agisce da solo per sé stesso e per i propri comodi!

E la tentazione attuale e inquietante, sempre presente e mai sopita nel cuore della Chiesa e dei credenti che, giorno dopo giorno, combattono la battaglia spirituale col maligno che, pur non essendo l’Anti-Dio per essenza, lo è per scelta. Satana ha scelto di lottare contro Dio e contro la sua gloria esterna che è il creato, e in special modo l’uomo.

Egli lotta contro l’uomo, perché è il capolavoro di Dio, essendo insieme spirito quasi angelico e materia, e perché è fatto a immagine della Trinità, con la sua intelligenza, volontà e memoria.

La lotta di satana contro l’uomo si esplica in due direzioni: nel tentativo di distruggerlo in quanto creatura, attraverso le malattie, i dolori, la morte, e nel deturparne lo spirito attraverso la tentazione.

E se la sapienza di Dio ha disposto di lasciar agire il Nemico fino alla fine del mondo, è per associare la Chiesa e ogni cristiano al combattimento e alla vittoria di Cristo e con ciò meritare la corona di gloria. La tentazione infatti svela i pensieri del nostro cuore e evidenzia i talenti della creatura, che da un lato riconosce la miseria del suo stato, dall’altro si meraviglia per i benefìci ricevuti. Cristo, che ha annullato nel suo corpo spirituale la forza del corpo del peccato mortale per partecipare a noi la vita di Dio donandoci lo Spirito per il quale siamo diventati un medesimo essere insieme con Lui. È per la presenza dello Spirito Santo che opera e vive nel credente cristiano che si può vincere la tentazione e il male: è Lui che la vita sacramentale – fin dal battesimo – ci associa alla morte e risurrezione del Signore in un’ininterrotta assimilazione alla vita di Cristo Signore, mediante una conformazione progressiva alla sua Persona.

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