Solennità della Madre di Dio

Ogni primo giorno del nuovo anno si celebra la solennità della divina maternità di Maria Santissima e, con essa, la Giornata mondiale di preghiera per la pace.

Dopo la solennità del Natale, si sente il bisogno di fermarsi ancora a contemplare il dono di questa particolare maternità di Maria, Madre del Salvatore. Se ogni maternità è un dono, quella di Maria Santissima lo è in modo tutto speciale perché il figlio che da lei nasce, è concepito per opera dello Spirito Santo.

Il Vangelo di questa solennità richiama subito la nostra attenzione alla grotta dove «i pastori vanno senza indugio e trovano Maria e Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia» (Lc 2,16). Mentre nella seconda lettura, l’apostolo Paolo  – ancora più esplicito e rivolgendosi ai Galati – afferma che: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo figlio nato da donna, nato sotto la legge per riscattare coloro che erano sotto la legge perché ricevessimo l’adozione a figli” (Gal 4,4-5). Paolo, sottolinea l’importanza di questa adozione a figli, adozione avvenuta proprio nel seno di Maria, all’atto del mistero del Verbo Incarnato. Siamo dunque figli di Dio in Cristo e per Maria, e siamo dunque anche figli suoi, figli di Maria, Madre di Dio e Madre nostra. Ecco dunque il significato della solennità del primo giorno del nuovo anno civile, un inizio nuovo da mettere sotto la protezione della Madre di Dio e Madre nostra chiedendole anche il preziosissimo dono della pace. E questa pace, Dio l’ha concessa davvero agli uomini, attraverso l’opera redentrice del suo Figlio, principe della pace. Lontano dal Signore non si costruisce la pace, perché tende a dominare l’egoismo. Solo se si è in pace con Dio si può essere in Pace con se stessi, con gli altri e con le cose-situazioni del mondo. Chi vive davvero da «figlio di Dio» non può non essere un costruttore di pace e di perdono, di unità e di collaborazione. Ecco perché è importante partecipare alla messa oggi, giornata mondiale della pace. E Maria è per il popolo cristiano Regina della pace, avvocata di grazia e modello di santità. Attingere esempio dalle virtù di Maria è garanzia sicura per conoscere, amare e seguire Cristo nella nostra vita per essere operatori di pace. La virtù più importante e preziosa di Maria, è certamente quella della fede. Da questa scaturiscono tutte le altre virtù, e cioè l’umiltà, la purezza, la carità, ecc.

La fede di Maria le permette di accogliere il progetto di Dio e rendersi totalmente disponibile e dedita alla sua volontà: ha accolto Gesù nel suo cuore, prima ancora di darlo alla luce; non si è inorgoglita della missione ricevuta né si è messa in mostra; ha saputo stare al suo posto di sposa e di mamma, in silenzio e in preghiera. La fede e l’umiltà sono anche nel pensiero di Gesù ciò che fa dell’uomo il suo vero discepolo: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre» (Mc 3,33-35). Maria, umile ancella del Signore che si innamora dell’umiltà della sua serva, diventa cosi con le sue virtù maestra per tutti i cristiani. Da giovane qual’è Maria deve assumersi la responsabilità di una maternità non cercata e non desiderata. Ma sta qui il vero segreto della grandezza di questa creatura; nel saper affidarsi, nel saper consegnarsi come umile serva nelle mani del Creatore: «Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). Tutti dobbiamo andare alla sua scuola: lei, Madre e Maestra, ci insegna come essere veri discepoli del Cristo. Il nuovo anno è tutto da vivere con Maria Madre di Dio e nostra per stare in compagnia di Gesù, rimanere vicino a Lui, affrontare con Lui la vita di ogni giorno. Questo è il segreto della vera riuscita nella vita: vivere alla scuola di Maria per amare seguendo Gesù con l’amore che Dio riversa nei cuori santificati dallo Spirito Santo. E quando si ama, non si fanno più le cose per forza o per interesse, per farsi vedere, con pesantezza o puntando al minimo… Si diventa generosi e felici: appunto come Maria. Contenti di essere cristiani: in qualche modo, così Gesù rinasce attraverso la nostra testimonianza. Allora ha senso farsi gli «auguri» all’inizio di un nuovo anno! Sì, buon anno nel Signore! E non dire mai: «Cosa posso fare io per il mondo, sono troppo piccolo di fronte ai tanti problemi». No, non si è mai troppo piccoli per seguire il Signore per fare il bene. Il problema non è l’età, ma la santità della vita!  

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