Riflessione sul Vangelo della II Domenica di Natale

La grandezza, la bellezza, la profondità del Natale del Signore non possono esaurirsi in una celebrazione liturgica, anche la più bella. Ci vuole tutta la storia dell’uomo, di ieri, di oggi e di domani, fino alla fine dei tempi per tentare di comprenderne qualche riflesso, di coglierne la lenta ma costante attuazione. Ecco perché la Chiesa, che del Mistero cristiano ne è la custode fedele, nella II Domenica di Natale ci invita a riascoltare il brano giovanneo sull’Incarnazione del Verbo, contemplata nelle sue conseguenze di luce, di verità e di grazia, su tutta l’umanità.

 È così un grande mistero quello del Natale, un mistero imperscrutabile, che può essere contemplato solo con l’occhio d’aquila e il cuore puro del quarto Evangelista.  San Giovanni ci aiuta a superare la barriera del tempo e ci introduce nella vita intima di Dio, cioè nell’arcano rapporto tra Padre e Figlio. Confiniamo con «il principio» che non è storico, ma teologico. Siamo all’elemento fondante della vita divina.

 Nella vicenda storica di Gesù, san Giovanni, illuminato e reso sapiente dallo Spirito Santo, vede la preesistenza di Gesù, la sua eternità, la sua personalità divina, distinta da quella del Padre e dello Spirito, vede la sua incarnazione nel tempo, vede anche l’opera della sua Redenzione, i frutti che sono il dono della grazia e della verità: “Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia… perché la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo” (cf. Gv 1,1-16). Il Verbo era presso Dio, il Verbo era Dio, Creatore e Signore come il Padre, Luce del mondo e principio di ogni sapienza creata che aleggia nell’Universo.

 Egli è “l’irradiazione della grazia di Dio e l’impronta della sua sapienza e sostiene tutto con la potenza della sua parola” (cf. Eb 1). Ancor prima di farsi carne, Cristo Gesù era già la Luce del mondo, anche se poi venendo nel mondo, il mondo ha preferito le tenebre alla Luce, perché le sue opere erano malvagie; e tuttavia Egli è la manifestazione nel tempo dell’amore e della misericordia di Dio Padre; Egli è venuto tra noi per rivelare l’amore di Dio ed effonderlo come dono di grazia mediante il suo Santo Spirito. Difatti, nel nome di Gesù, riceviamo, ogni giorno, grazia su grazia; per Lui la vita divina ci viene data in abbondanza e non ci viene a mancare quello che serve alla felicità; per Lui anche la sofferenza acquista un nuovo volto; la speranza viene perennemente alimentata dal nostro essere “uniti alla Vita-Gesù”.

 Ci risulta impossibile – a fil di logica – capire che il dolore, la malattia, la morte sono ‘’grazia’’, eppure molte volte, dopo anni di lotta, di sofferenza, di fatica si riesce a percepire che c’è una mano che ci ha condotti, che ci ha aiutati a rendere più grande il nostro cuore, che ci ha portati a comprendere di più. A capire, soprattutto, che Egli “ha posto la sua dimora tra noi”, anzi in noi e fare dei nostri cuori santificati il luogo privilegiato dove si può vedere la presenza del Signore; sono essi la casa dove abita il Redentore di ogni uomo.

 Se è pur vero che la casa di Dio è la Chiesa – qui è la sua dimora, qui il luogo singolare della sua presenza – tuttavia questo avviene se il cristiano accoglie il Signore nella sua casa e vive il mistero dell’adorazione, che è obbedienza purissima al suo Vangelo. Ed è per questo che ogni cristiano deve gridare il ritorno del Signore nel suo cuore e gridarlo con gioia ed esultanza, in modo che altri possano desiderare ed aspirare, chiedere attraverso la via sacramentale il ritorno del Signore anche nel loro cuore.

 Il mistero del Natale è questo ritorno di Dio che vuole abitare in ogni uomo, ma è anche grido di giubilo di chi ha incontrato il Signore che è venuto ad abitare nella sua casa ed essere l’ospite santo dell’anima santificata dalla sua divina carità. Questo è il natale.

 È il natale del Signore! È la festa della Luce, ma della Luce vera, la Luce divina che irrompe nel nostro mondo per rischiararlo dalle tenebre di peccato che lo avvolgono. È Cristo la Luce di Dio nel mondo. È la sua Parola che illumina ogni uomo di buona volontà. Luce di Dio e buona volontà dell’uomo danno la pace. Vi annunzio una grande gioia: vi è nato un Salvatore che è Cristo Signore: gloria! Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà. È il natale del Signore ed il nostro! Buon natale!

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