Riflessione sul Vangelo della XXVII Domenica del T. O. Anno B

La tematica fondamentale della Parola di Dio di questa ventisette domenica del Tempo Ordinario è quella della famiglia così come l’ha fatta e l’ha voluta Dio sin dagli albori della creazione, e cioè attraverso l’unione dell’uomo con la donna in una intima, indissolubile e fedele comunione di vita, e che il brano del Vangelo di Marco riporta. Difatti, Gesù rispose ai rappresentanti dell’ortodossia ebraica, i farisei, che gli domandarono se è lecito che il marito ripudi la moglie. E mentre Gesù, a sua volta, domanda cosa Mosè ha ordinato; essi risposero che Mosè consente di scrivere un atto di ripudio e di mandarla via. Gesù, invece, disse loro che: “per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto” (Mc 10,5-9).

Gesù fa riferimento all’inizio. Questo inizio è contenuto nel Libro della Genesi, dove viene descritta la creazione dell’uomo e della donna: «Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta”. Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne»(Gen 2,21-24). Gesù è venuto perché il mistero dell’uomo ritorni ad essere letto solo alla luce della volontà del Padre suo. Egli vuole che sia riportato alla sua origine e l’origine del matrimonio è una sola: la volontà di Dio che lo ha creato indissolubile. È Dio che fa di un uomo e di una donna una sola carne. L’uomo non ha potere sulla volontà di Dio. Questa è fede. Il matrimonio non si può sciogliere non per le sue conseguenze di morte che ogni giorno la nostra società sperimenta e subisce, ma perché è volontà di Dio. Trovare ragioni psicologiche, familiari, sociali, civili, economiche per fondare l’unione coniugale è dimenticare l’unica ragione vera: la volontà di Dio. Basta il solo fondamento della fede, è questo che insegna Cristo Gesù: l’indissolubilità del matrimonio appartiene all’essenza della creazione dell’uomo e chi rompe l’alleanza nuziale uccide il suo essere, la sua stessa vita che non ha altra possibilità di farsi se non con la ricomposizione dell’unità spezzata. Perché l’uomo vinca il peccato, la sola causa di rottura del patto nuziale, è necessario che si inserisca sempre più intimamente e vitalmente in Gesù, ma questo non è possibile senza l’assidua frequentazione della sorgente della verità e della grazia, che sono la sua Parola e i suoi sacramenti. Questa grazia deve essere perennemente assunta; nel momento in cui per sua grave colpa, pecca, oppure non vuole accogliere il dono di Dio, l’uomo ritorna nuovamente nella sua lacerazione e diviene impossibile per lui osservare la legge dell’amore coniugale. In tale situazione il cuore non è capace di amare, perché non è più di carne, bensì di pietra.

Gesù, dunque, corregge la legge mosaica, in nome della legge naturale. Gli apostoli ritornano sull’argomento quando si trovano soli con Gesù: «Rientrati in casa – dice l’evangelista – i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento», dando l’occasione al Signore di ribadire quanto aveva detto prima: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; e se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».

Oggi la gente vuole e pratica il divorzio ritenendolo più naturale della legge evangelica; la Chiesa non discute e tira avanti per la sua strada, che è quella di Cristo.

La legge mosaica era discutibile perché era una pedagogia che doveva condurre alla legge di Cristo.

La legge di Cristo è inflessibile e indiscutibile perché è la legge definitiva, scritta nel cuore, cioè nella natura dell’uomo che, se si considera bene, la si trova ragionevole e buona, in nome della fedeltà, dell’amore, dell’unione, della grazia santificante. L’uomo e la donna sposata, quando mettono al mondo dei figli e formano una vera famiglia, sono immagine sacramentale della Santissima Trinità. Come la Trinità è un solo Dio in tre Persone, così la famiglia cristiana è una nella sua molteplicità, in maniera inscindibile.

L’immagine biblica della donna nata dalla costola di Adamo simboleggia l’unità fisica e spirituale che Dio – il giorno del matrimonio – stabilisce tra l’uomo e la donna

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