Riflessione al Vangelo della III Domenica di Quaresima

In questo itinerario di quaresima si fa sempre più chiaro quello che sarà l’esito finale della vita di Gesù. Egli, è bene ricordarlo, non subisce una scelta fatta da altri, ma s’incammina condividendo profondamente il difficile progetto che deve realizzare. Secondo Giovanni, Gesù si mostra cosciente del senso della sua missione nel mondo fin dall’inizio della sua vita pubblica, perciò ogni suo atto e ogni sua parola dimostrano che tutto deve convergere sulla Pasqua, il cui senso Egli rinnoverà alla luce della croce e della risurrezione. Anche all’inizio della sua vita pubblica, quando si recò al Tempio di Gerusalemme, Gesù dimostra in pienezza avere tale consapevolezza e lo manifesta con segni e parole!

L’espulsione dei mercanti e dei cambiavalute dal Tempio di Gerusalemme, è un segno messianico che Gesù compie e attraverso cui annuncia la sua morte e risurrezione. Il Tempio di Dio a Gerusalemme tanti lo profanano, e Gesù così lo purifica. Tutti scapparono di fronte allo zelo di Gesù per la casa del Padre suo, ma non per la sferza di cordicelle, presa per scacciare pecore e buoi, ma per la verità gridata dal Maestro: «Non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato»; e soprattutto perché nei suoi occhi videro quel fuoco che fugava i demoni dagli ossessi, e con cui stramazzerà i soldati a terra nell’orto degli Ulivi, al grido di: «Chi cercate?», «Sono lo!». Soldati, mercanti, diavoli, non scappano facilmente! Solo il fuoco dell’onnipotenza divina poteva operare quel miracolo. Ma tale miracolo o segno di potenza non induceva i più a riflettere. Tutti i giorni Gesù dava molti altri segni di onnipotenza: guariva i lebbrosi e risuscitava i morti, cacciava i demoni e moltiplicava pani e pesci, dicendo solo: «lo voglio». Ma tali segni non erano sufficienti a convertire la «generazione adultera», lontana da Dio e prostituita col dio della menzogna.

E i capi dei giudei e i sacerdoti del Tempio lo sfidano a dimostrare con un segno, con un miracolo eclatante – cioè il cacciare i mercanti dal tempio di Gerusalemme – che Egli può permettersi questo gesto messianico?

Gesù risponde: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo rialzerò».

Nell. A.T. si narrano vari prodigi operati dai maghi egiziani, compreso quello di trasformare le aste in serpenti, a imitazione di ciò che faceva Mosè in nome di Dio.

Gesù sapeva bene che la magia e satana possono operare prodigi simili a quelli operati da Lui. E sapeva bene che l’uomo «adultero», cioè compromesso col male, tende verso il male e si apre con difficoltà alla verità. Gesù sapeva bene anche ciò che passa nel cuore e nella mente di ogni uomo, come dice san Giovanni (Gv 2,25).

Perciò non si arrende di fronte alla durezza di cuore della «generazione adultera», né rinuncia alla volontà di venire incontro alle diffidenze umane, e si impegna a offrire un segno straordinario, irripetibile da qualunque altro potere magico o diabolico: si farà uccidere per poi risuscitare. È il segno dei segni, che solo «chi non vuol credere» non riconosce e non accetta. Ed Egli accetta la sfida col dire: «Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo farò risorgere!». Gli apostoli, quand’Egli risusciterà dai morti dopo tre giorni dalla crocifissione, capiranno che parlava del «Tempio del suo Corpo».

Insomma, il nuovo e vero Tempio di Dio è il Corpo di Gesù Cristo, in cui «abita — scrive l’apostolo Paolo — corporalmente la pienezza della divinità» (Col 2,9). La sua venuta al mondo è come un attendarsi in mezzo a noi; e siccome la sua gloria raggiunge il vertice nel mistero della sua morte e risurrezione, allora il Corpo di Cristo diventa il vero Tempio santo di Dio che si renderà presente nell’Eucaristia. Ma Corpo di Cristo è anche la Chiesa, benché sul piano spirituale ad opera dello Spirito Santo, quella Chiesa formata da noi battezzati. Con, in Cristo e per Cristo siamo Tempio di Dio: «Non sapete — scrive l’apostolo Paolo — che voi siete Tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi?» (1 Cor 3,16).

Ed è Tempio di Dio anche ciascun battezzato: «Non sapete — è ancora Paolo a scriverlo — che il vostro corpo è Tempio dello Spirito Santo che è in voi?» (1Cor 6,19). Ciascuno di noi è «pietra viva», Tempio di Dio, santificato dal Sacrificio di Cristo e nella comunione col suo Corpo e il suo Sangue. Ogni cristiano, trasformato dall’azione divina, assimilato a Cristo, viene reso capace di trasformare ogni altra realtà umana che lo circonda.

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