Riflessione sulla SS Trinità Anno C

La festa odierna, la festa della SS. Trinità, è la celebrazione liturgica che merita di essere considerata in assoluto la più importante di tutte le feste e di tutte le solennità.
L’unica festa del cielo è l’eterna adorazione della Trinità da parte degli angeli e santi, in un Osanna perenne di canti e di lodi.
La Trinità stessa celebra — quasi eterna liturgia — la propria gloria e l’estasi delle tre Persone nel rispecchiarsi nel fulgore dell’unica sostanza.
Allo stesso modo oggi la Chiesa deve essere in grande festa, perché la SS. Trinità è il Sommo Bene dell’umanità, da cui proviene per creazione, e a cui tende per innata vocazione.

Un Dio fuori di sé: ecco cos’è la SS. Trinità. Una perfetta comunione di persone che non rivendicano nulla per sé stesse: tutto ciò che il Padre è (e non solo ha) lo dona al Figlio che è così, la sapienza sussistente. Tutto ciò che il Figlio ha, non solo la vita, ma il suo stesso Spirito, ce lo dona continuamente. È un Dio estasi, sempre fuori di sé e tutto fuori di sé. Mai centrato o ripiegato su di sé, mai egocentrico o egoista come siamo noi. Dio non ha una personalità concentrica come abbiamo noi che tendiamo ad accentrare tutto su noi stessi, ma Egli ha una personalità eccentrica, nel vero senso etimologico del termine: cioè che riversa sugli altri, ogni bene e ogni dono perfetto.

Anche la vita di ogni credente cristiano è iniziata – al battesimo – nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e ogni tappa successiva e decisiva – che sia il presbiterato o la consa­crazione religiosa o il matrimonio – è sempre avvenuta nel nome della Tri­nità: primo il Padre, secondo il Figlio e terzo lo Spirito Santo.

In Dio Trinità vi è un ordine intrinseco, non cronologico, ma ontologico. Infatti, nella Trinità il Padre è la prima Persona perché è il principio senza principio, Colui che non procede da nes­suno perché non è mai stato creato da nessuno. Esiste da sempre, non ha mai avuto un inizio. È l’eterno esistente, anzi è l’esistenza stessa.

Il Figlio o Verbo è la seconda Persona perché procede dal Padre come il raggio procede dal Sole. È cioè della sua stessa sostanza. Il Verbo o Logos è la conoscenza che Dio ha di sé stesso. Nell’atto di conoscersi, Dio genera questa seconda Persona che è il Figlio. Quindi deve per forza essere seconda rispetto al Padre, in ordine all’essere.

Lo Spirito Santo è la Terza Persona perché procede, non dalla conoscenza, ma dall’amore reciproco del Padre e del Figlio, quindi presuppone l’esistenza delle altre due Persone, dal cui amore procede. E deve perciò essere la Terza Persona.

Per cui in principio, non poteva essere che il Padre, l’origine originante di tutto ciò che esiste. Il Figlio viene in secondo luogo perché procede dalla conoscenza che il Padre ha di sé stesso, e quindi è la Sapienza del Padre.

Lo Spirito Santo procede dall’amore del Padre e del Figlio e quindi è il dono delle prime due Persone fatto a noi.

Inoltre nella Trinità vi è unità delle tre Persone divine in quanto vi è un’unica sapienza, un’unica esistenza, un unico amore per tutti e tre. Cioè, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, non hanno ognuno una propria vita, una propria sapienza, un proprio amore e così per tutti gli attributi, ma c’è una vita sola che circola ininterrot­tamente in tutti e Tre e non finisce mai. Noi invece, abbiamo solo un “fazzolettino” di esistenza che serve solo a noi: una madre che vede morire il figlio, vorrebbe potergli dare la propria vita ma non può perché ne ha appena per sé stessa. Come uno scienziato, la sua sapienza, una volta che egli muore, se la porta via con sé, non può lasciarla in eredità a nessuno. Invece in Dio c’è un’unica sapienza infinita che è continuamente comunicata ai Tre come c’è un’unica esistenza infinita che circola ininterrottamente nelle tre Persone. E la vita eterna sarà che questa esistenza infinita, circolerà non solo nei Tre, ma anche in noi: non vivremo più del nostro “fazzolettino” di esistenza, ma di quella di Dio che ci verrà comunicata per l’eternità. Lo stesso vale per la sapienza, l’amore e ogni altro attributo che essendo di Dio stesso, sarà infinito e infinitamente comunicato.

La vita eterna non è semplice riposo eterno ma sovrab­bondanza e un’esplosione di vita incredibile. Dio Trinità è atto puro, cioè attività continua (basti all’infinita varietà di creature – dalle galassie alle formiche – che non solo ha creato, ma che mantiene continuamente nell’esistenza) di fronte alla quale, le menti dotte sono niente, rispetto alla visione beatifica.

La vita eterna è essere abitati dalla Santissima Trinità: è fare l’esperienza degli orizzonti infiniti dell’anima. L’universo interiore è infinitamente più vasto di quello esteriore (anche se quest’ultimo si estende per miliardi di anni-luce), perché è lì che abita Dio, oceano immutabile d’infinito amore, di indicibile gioia e di eterna vita.

Articoli simili