Riflettendo sul Vangelo: “Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano”

L’episodio evangelico di questa prima domenica di Quaresima ci porta all’inizio della vita pubblica di Gesù: è l’inizio della nuova storia dell’umanità. Gesù con la sua predicazione, passione, morte e risurrezione dona inizio ad una nuova creazione. Per questo all’inizio della sua opera di salvezza Egli dice che «il tempo è compiuto»! Più che l’idea della fine, l’espressione suggerisce l’idea dell’inizio. Inizio di una nuova creazione richiamata dai termini: Deserto, Spirito, Angeli, Fiere, Satana. Gesù fù condotto nel deserto dallo Spirito Santo, come all’inizio della creazione, quando lo Spirito aleggiava sulla Terra «desertica», vuota e informe, e sull’abisso colmo di tenebre. Lo Spirito che, come una colomba, aveva aleggiato su di Lui, «rimanendovi», si portò con Lui nel deserto, perché divenisse fecondo e perché vi si aprisse un sentiero.

Il deserto in cui si portò Gesù è anche l’immagine della «terra dell’umanità», rimasta spiritualmente arida ed è lo Spirito che deve renderla feconda con il seme-Gesù, perché rifiorisca.  Gesù, infatti, come Verbo di Dio, ha in sè la Vita. L’evangelista Marco con questa sua annotazione, e cioè che lo Spirito condusse Gesù nel deserto, con questo luogo ha voluto intendere sia il deserto di Giuda sia il deserto morale dell’umanità. Nel deserto di Giuda, Gesù rimase 40 giorni, tentato da satana e servito dagli angeli. Il numero quaranta in tal senso è simbolico e indica la vita di un uomo. L’esperienza, dunque, di Gesù nel deserto, simboleggia l’esperienza di tutta la vita di Gesù, e della vita di ogni uomo sulla terra. Può capitare che l’esperienza del «deserto della vita» di un uomo, lo induca a convertirsi o a perdere la fede, e ciò avviene quando il deserto è sinonimo di dolore, di solitudine e del male in genere. Ma nel brano del Vangelo ci sono gli Angeli che sono di aiuto ed esprimono l’amore con cui Dio segue l’uomo, nonostante il male e le tentazioni con cui satana ogni giorno insidia il cammino della fede del credente. Quando il cristiano vive secondo la volontà di Dio, non scompaiono dalla sua vita né il male né le tentazioni e tuttavia gli Angeli e Dio stesso lo aiutano a superarle. Le tentazioni sono presenti sempre come lo è l’ombra che segue suo uomo ovunque và; esse affollano il cuore e la mente di ogni cristiano: la vanità, l’egoismo, l’orgoglio, la pigrizia, la superficialità sono sempre in agguato.  Come Gesù, con l’aiuto dello Spirito Santo, ognuno può vincere le tentazioni di satana e anche le proprie possono essere superate. Ma occorre solerzia e soprattutto fermezza per sventarne gli attacchi e rimanere in perenne stato di conversione al Vangelo della Vita a cui Gesù ci chiama. Convertirsi è prendere coscienza che il tempo passa e «si compie». Convertirsi è sapere che c’è un «Regno dei cieli» che si avvicina e che è «già in mezzo a noi». Ciascuno è invitato a pregare: O Signore, anche la mia anima potrebbe inaridirsi come il deserto se aprissi il cuore alle tentazioni, aiutami ad evitarle e a superarle. Ma se la mia anima è già arida come il deserto a causa del peccato in cui sono caduto, Tu fecondalo con il Tuo perdono suscitando in me conversione, pentimento e desiderio di vivere nel Tuo Vangelo di Vita eterna. 

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