RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA TERZA DOMENICA DI AVVENTO ANNO A

Per rivivere l’attesa del Cristo nell’Avvento – siamo alla III domenica -, gli interrogativi sull’identità di Gesù, sono espressi e si sintetizzano nella domanda di Giovanni, il Precursore, a Gesù di Nazareth, riportata nel brano del Vangelo di Matteo: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro»? È la domanda di tutti i tempi. Anche oggi, alcuni affer­mano che non dobbiamo attendere nessuno: l’uomo si salva da solo, attraverso le scienze, il progresso culturale, medico, tecnologico. Risposta sbagliata. La centralità di Gesù nella storia umana è indiscutibile, a una condizione: che i popoli non abbiano a “scandalizzarsi”… Gesù sfuggiva a tutti gli schemi, e fu eminentemente «pietra di con­traddizione».

Era ritenuto un «grande profeta», diceva espressamente di essere il Figlio di Dio perché chiamava Dio suo padre, eppure a molti appariva pazzo, impostore, bestemmiatore, persino indemoniato. Operava prodigi straordinari, ma i capi lo rigettavano. Predicava l’amore ma usò «violenza» nel tempio contro i mercanti, e chiamò «satana» Pietro che lo amava e non voleva che soffrisse. Appariva mangione e beone, avvicinava le prostitute, i pubblicani e i peccatori per riportarli sulla via della vita. Non guardava in faccia a nessuno. Questo Gesù lasciava perplessi molti!…

Lui stesso capiva che i suoi modi e la sua dottrina potevano scandalizzare, e perciò disse: «beato chi non si scandalizza di me» (Mt 11,6).

Il Messia era atteso da tutti, ma bisognava discernerlo tra i molti falsi Messia. Gesù non disse mai: «Io sono il Messia», ma chiamava Sé stesso «Cristo», cioè Unto.

Ritornando alla domanda di Giovanni che inviò alcuni dei suoi discepoli a chiedere a Gesù: «Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo attenderne un altro?». La domanda rivolta a Gesù non era perché Giovanni dubitasse di Lui ma per i suoi discepoli.

Gesù non si rivelò con le parole ma coi fatti: rispose indicando i segni del vero Messia, predetti dai profeti: «Andate a riferire a Giovanni ciò che voi udite e vedete: i ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella».

Gesù è il Messia e non bisogna attenderne un altro.

Gli ebrei ne attendono «un altro»: ed «altri» sono apparsi e appari­ranno, dicendo: «Sono io». Gesù avverte: «Non seguiteli».

Potrebbe però accadere che questo Messia-Gesù non piaccia a tutti. Per questo, Egli esclama: «Beato chi non si scandalizza di me».

Il più grande uomo della storia, Giovanni Battista, non si scandalizzò di Gesù.

Quando gli intervistatori si furono allontanati, Gesù cominciò a in­tessere un elogio sublime di lui: il Battista è più che profeta, è il «messaggero inviato a preparare la via davanti al Messia, è «l’Elia che deve venire»; «tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista».

Giovanni non è una canna sbattuta dal vento, ma un uomo forte e coerente; Giovanni è un «violento» contro sé stesso, perché – oltre a non avvolgersi di morbide vesti – indossa una tunica peli di cammello e si nutre di locuste.

Perciò Giovanni, a differenza degli spiriti deboli, non cerca un Cristo che «piace», ma il Cristo vero; non il Cristo comodo ma quello autentico anche se «scomodo»; che va in cerca dei peccatori e perdona alle prostitute pentite; che non guarda in faccia a nessuno e rimprovera anche i capi politici e religiosi.

Di Gesù, Giovanni afferma cose piacevoli e meno piacevoli: Gesù è il Figlio di Dio (Gv 1,34), «l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo» (Gv 1,29.36), l’uomo sul quale egli ha visto scendere e rimanere lo Spirito Santo (Gv 1,33), Colui che battezza in Spirito Santo e fuoco (Gv 1,33), ma è anche Colui che, con il ventilabro in mano, «raccoglie il suo grano nel granaio ma brucerà la pula con un fuoco inestinguibile» (Mt 3,12).

Gesù è dunque Colui che doveva venire, è il Messia!

Gli oltre i 2000 anni di storia lo dimostrano; a chi si pone la domanda: « Gesù è il Messia?», la storia risponde: non qualche cieco, ma molti ciechi in oltre 2000 anni hanno recuperato la vista nel nome di Gesù vivo e risorto; non qua che zoppo, non qualche ammalato, non qualche morto, ma tanti, tanti, tanti sono ritornati alla vita normale.

«Ai poveri è stata predicata la buona novella»: quanti poveri peccatori convertiti a vita migliore in oltre 2000 anni dì storia! S. Paolo, S. Agostino, S. Ignazio di Loyola, S. Francesco di Sales, tutti ex del peccato!

Gesù è il Messia e non dobbiamo attenderne un altro! Senza di Lui non possiamo fare nulla!

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