RIFLESSIONE SUL VANGELO DELLA SECONDA DOMENICA DI AVVENTO ANNO A

«In quei giorni “comparve” Giovanni il Battista». Nel racconto evangelico di questa II Domenica di Avvento irrompe questa figura austera «voce di Colui che grida nel deserto: raddrizzate i sentieri…» (cf. Mt3,1-12).

Due elementi emergono di questa figura: la sua ascesi e l’invito pressante alla conversione. Entrambi ci introducono nel mistero del regno dei cieli, ci proiettano nella dimensione escatologica della vita. Il regno dei cieli è vicino, il tempo è compiuto, non ci sì può sottrarre dalla scelta definitiva per esso. La storia presente si compie, siamo entrati nei tempi ultimi e il compimento è Gesù, ormai presente in mezzo a noi.

Gli elementi dell’ascesi di Giovanni: il deserto, la sobrietà ed essen­zialità del vestito e del cibo (cf. Mt 3.4), annunciano proprio questa fine dei tempi. È la testimonianza della vita che annuncia il Regno, prima che le parole. Il messaggio è: convenitevi, fate penitenza (cf. Mt 3.7ss). Il Van­gelo deve provocare un cambiamento di mentalità, una trasformazione della vita. Se le comunità cristiane non saranno in grado di mettersi in questo atteggiamento di continua conversione e trasformazione del cuore, come potranno comunicare il Vangelo che salva e guarisce? Se loro per primi non sono salvali e guariti, come potranno essere credibili davanti al mondo?

Questo appello che ci viene dalla figura del Battista ci deve impegnare in un lavoro di conversione e perseveranza nel seguire i sentieri del Signore.

I sentieri di cui parla Giovanni provocano prepotentemente la domanda: i nostri sentieri sono diritti? Dove portano? Da quali segni possiamo noi verificare che le nostre vie sono quelle del Signore?

Giovanni il Battista dice chiaramente: il Signore sa fare la cernita tra la pula e il grano, Lui vede il cuore nel segreto e scruta i pensieri e le parole prima che siano sulle labbra (Sal 138). Egli è profeta e deve svelare le esigenze della volontà santissima di Dio, per questo è stato suscitato; egli è il solo che può raddrizzare in tutta purezza i sentieri di Dio.

Nella fenomenologia religiosa, che è assai vasta e complessa, ci sono quelli che con deliberata volontà abbandonano Dio e la sua legge e vivono come se Dio non esistesse: sono gli empi dichiaratamente tali. Ma c’è una forma di empietà che è nascosta, larvata: è l’empietà del fariseo il quale solo esteriormente cammina sui sentieri di Dio, in verità e nei fatti percorre strade di peccato, in realtà vive secondo la carne, nascondendo le sue opere malvagie in un insieme di pratiche religiose, fatte solo con il corpo, per ricevere gloria dagli uomini. Quando si raggiunge l’empietà farisaica, che è ipocrisia, si sostituiscono del tutto i sentieri di Dio, si costruiscono i propri, ma si proclamano come vie del Signore. È l’aberrazione e la più alta disonestà spirituale. È l’inganno perpetrato a danno dei fratelli in nome del Signore contro lo stesso Signore della gloria. Il profeta questo lo sa e lo grida.

Il Signore è santità, verità, amore, giustizia, compassione, misericordia, luce. Lui viene per portare tutto Sé stesso e la sua ricchezza celeste nel cuore di ogni uomo e donna. A Lui che viene l’uomo deve preparare la via, apprestandogli anche una degna dimora. Via e dimora sono il cuore dell’uomo, che deve essere preparato ad accogliere il Signore, liberandolo dal peccato, dall’incredulità, dalla falsità. La più dannosa delle falsità è questa: pensare che fuori della sua Parola sia possibile donare l’uomo all’uomo, nella verità e nella giustizia. La falsità, da chiunque provenga, può solamente fare l’uomo falso. La verità invece fa l’uomo vero, ma la verità è solo dono di Dio, discende dal Cielo. Il Signore fa udire la sua Parola sulla nostra terra e la verità ricomincia a poco a poco a farsi strada nel cuore dell’uomo e questi prepara la via al Signore. La Parola di Dio non viene da sé stessa, viene attraverso uomini particolari, scelti da Dio, perché la facciano risuonare in mezzo a noi. Giovanni il Battista è questo uomo particolare. La Parola di Dio si posa su di lui e la verità illumina i cuori. Quella di Giovanni è però una verità singolare, speciale. Egli è stato mandato da Dio per preparare la venuta al suo Messia, che è anche il Dio dell’uomo.

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